Massaggio Metamerico

Il Massaggio Metamerico prende il suo nome dai metameri, cioè quelle fasce nervose che si trovano sulla schiena, dove l’operatore va a lavorare per alleviare le tensioni: ogni metamero è compreso fra due vertebre e  si collega ad un organo vitale corporeo. Il metamero si può considerare dunque come un ponte tra l’ambito nervoso-percettivo del soggetto, i suoi organi interni e la sua periferia corporea; inoltre, il tessuto corporeo su cui agisce tecnicamente questa pratica è quello connettivo, che ricopre e coinvolge tutto il corpo e che ne costituisce, per così dire, il “contenitore interno”. L’operatore dunque lavora indirettamente su tutto il corpo, e sebbene l’operatore agisca in modo riflesso,  gli effetti e i benefici di questo massaggio sono riscontrabili a livello corporeo globale: contribuendo a migliorare l’interconnessione fra muscoli, nervi e pelle, oltre al tono e vitalità dei muscoli e dei legamenti, importanti per il movimento; e ancora, favorendo una migliore irrorazione e  tonificazione delle cartilagini; contribuendo il riequilibrio del flusso sanguigno  nelle varie aree del corpo e molto altro ancora (vedi sezione dedicata, a seguire: Effetti & Benefici).

(NB: l’immagine di cui sopra è stata gentilmente replicata dal sito zoneriflesse.it)

Nell’ambito del tessuto connettivale, che cosa sono i metameri? Sono quelle fasce che attraversano orizzontalmente la schiena irradiandosi dalla colonna e mettendo in relazione la rete nervosa con i canali muscolari e con gli organi interni: è proprio in queste fasce metameriche che l’operatore va a lavorare per alleviare le tensioni. Espandendo ulteriormente lo zoom, i metameri sono quelle zone della schiena che, tramite delle radici nervose, si collegano ai nervi spinali: non a caso ogni metamero è compreso fra due vertebre e  si collega ad un organo vitale corporeo.

Le manipolazioni che vengono esercitate su questa zona si riflettono dunque sulle varie parti del corpo collegate al metamero. Da ciò si evince chiaramente perché il massaggio metamerico lavori per lo più lungo la colonna vertebrale, attraverso un modello di tipo riflessogeno: questo significa che ogni zona del corpo connessa alla complessa ramificazione nervosa (che dal sistema nervoso cerntrale si espande verso la periferia corporea) viene trattata in modo indiretto o “riflesso”,  attraverso un accurato lavoro sui centri metamerici distribuiti lungo la colonna. Dividere la schiena in questi segmenti immaginari, legati in maniera indissolubile alle varie parti del corpo, è insomma come leggere un’accurata cartina geografica: diversi segnali fisiologici e la risposta stessa alle prime compressioni dell’operatore possono aiutare a comprendere l’alterazione in atto, per intervenire con tempestività al fine di riportare – sessione dopo sessione, una sempre maggiore armonia e un senso di benessere globale.

Nell’ambito del tessuto connettivale, che cosa sono i metameri? Sono quelle fasce che attraversano orizzontalmente la schiena irradiandosi dalla colonna e mettendo in relazione la rete nervosa con i canali muscolari e con gli organi interni: è proprio in queste fasce metameriche che l’operatore va a lavorare per alleviare le tensioni. Espandendo ulteriormente lo zoom, i metameri sono quelle zone della schiena che, tramite delle radici nervose, si collegano ai nervi spinali: non a caso ogni metamero è compreso fra due vertebre e  si collega ad un organo vitale corporeo.

Le manipolazioni che vengono esercitate su questa zona si riflettono dunque sulle varie parti del corpo collegate al metamero. Da ciò si evince chiaramente perché il massaggio metamerico lavori per lo più lungo la colonna vertebrale, attraverso un modello di tipo riflessogeno: questo significa che ogni zona del corpo connessa alla complessa ramificazione nervosa (che dal sistema nervoso cerntrale si espande verso la periferia corporea) viene trattata in modo indiretto o “riflesso”,  attraverso un accurato lavoro sui centri metamerici distribuiti lungo la colonna. Dividere la schiena in questi segmenti immaginari, legati in maniera indissolubile alle varie parti del corpo, è insomma come leggere un’accurata cartina geografica: diversi segnali fisiologici e la risposta stessa alle prime compressioni dell’operatore possono aiutare a comprendere l’alterazione in atto, per intervenire con tempestività al fine di riportare – sessione dopo sessione, una sempre maggiore armonia e un senso di benessere globale.

Come già accennato, questa pratica è di tipo riflessogeno totale: questo significa che ogni zona trattata  è connessa alla complessa ramificazione che dal sistema nervoso si espande verso la periferia corporea, e quindi l’operatore agisce in modo riflesso attraverso delle pressioni sui metameri verso la globalità corporea del ricevente.  Nello specifico, l’azione sui metameri si ottiene attraverso una precisa manipolazione del tessuto connettivo, che – sebbene contattato dall’operatore con focus nell’area metamerica – ricopre e coinvolge tuttavia l’intero  corpo. Le funzioni del tessuto connettivo possono essere diverse:

  • costituisce il sangue;
  • rappresenta l’interconnessione fra muscoli, nervi e pelle;
  • forma le cartilagini, principali superfici di ammortizzazione corporea;
  • costituisce anche i muscoli e i legamenti, importanti per il movimento.

La compressione interviene proprio sulla struttura connettivale: quando siamo stressati ed agitati, infatti, si verifica un accumulo di sostanze di scarto, tossine ed una modifica fisiologica di questo tessuto, con riduzione di elasticità e di vitalità generale del tessuto stesso, che un massaggiatore esperto può captare facilmente tramite le manipolazioni dei segmenti vertebrali.

Il trattamento si svolge sempre sul lettino e dura circa un’ora (durata tuttavia variabile a seconda degli obiettivi preposti e concordati con l’operatore) e si esprime in una lunga di accurate pressioni diversificate in modalità pressoria (per lo più) lungo la colonna vertebrale. Oltre agli indubbi effetti positivi sul lungo periodo, risulta rilassante e piacevole già durante la ricezione.

Pur lavorando principalmente lungo la colonna vertebrale, il massaggio metamerico agisce in realtà in tutto il corpo e, in senso lato, sulla persona, migliorandone su vari livelli la qualità del proprio benessere psico-fisico: gli effetti positivi a livello energetico-emozionale o mentale si possono considerare come conseguenti al miglioramento delle condizioni fisiche, proprio perché il tessuto corporeo su cui agisce questa pratica è quello connettivo, che avvolge internamente tutto il corpo e che ne costituisce, per così dire, il “contenitore interno” (viene paragonato anche ad un’ampia spugna i cui alveoli avvolgono i singoli organi e tessuti corporei).

Anche se l’operatore “dialoga” con il tessuto connettivo del ricevente per lo più a livello riflesso, attraverso la manipolazione dei metameri, gli effetti e i benefici di questo massaggio sono riscontrabili a livello corporeo globale, contribuendo ogni sessione a:

  • Migliorare l’interconnessione fra muscoli, nervi e pelle;
  • Migliorare tono e vitalità i muscoli e i legamenti, importanti per il movimento, oltre a favorire una migliore irrorazione e   tonificazione delle cartilagini, ovvero delle principali superfici di ammortizzazione corporea
  • Incoraggiare e favorisce il riequilibrio del flusso sanguigno  nelle varie aree del corp
  • Rilassare tensioni e congestioni nervose lungo la colonna e sopratutto nell’area cervicale.
  • Restituire un senso globale di vitalità fisica migliorando la propriocezione corporea e dunque il senso di benessere globale.