Ttrattamenti Shiatsu

Panta rei os potamòs. Tutto scorre come un fiume

(Eraclito di Efeso)

Lo Shiatsu è un trattamento olistico riconosciuto per i suoi benefici a livello di benessere globale della persona: lo Shiatsu si avvale  principalmente di palmopressioni e digitopressioni lungo un’ampia mappatura di meridiani e agopunti energetici, secondo il background teorico della medicina tradizionale cinese, ovvero lo stesso corpo di conoscenze che troviamo alla base dell’agopuntura: nello shiatsu tuttavia non si usano aghi e il contatto dell’operatore/trice è sempre attraverso le mani o il corpo,  avvalendosi anche di trazioni, leve o lievi mobilitazioni locali.

Lo Shiatsu offre un contributo quantomai efficace soprattutto rispetto a quei disagi che riguardano i rapporti tra la sfera fisica e quella emozionale, quali ad esempio insonnia, disturbi digestivi o gastriti, cervicalgie, emicranie correlate allo stress, disturbi dell’umore o dolori di origine posturale.  Noi Operatori InnerGarden offriamo dei percorsi Shiatsu sia in modo isolato sia all’interno di un lavoro in team coi  counsellor o, se necessario, coi medici del nostro pool.

Vuoi saperne di più sullo Shiatsu?

Qui sotto troverai una trattazione più approfondita e dettagliata di questa affascinante disciplina, divisa per comodità in tre sezioni tematiche.

Di origine giapponese, lo Shiatsu unisce filosofia e pratica in una sintesi altamente efficace e affascinante, di elaborazione relativamente recente (codificato nella sua forma attuale nel XX sec.), benché fondato sul background teorico della medicina tradizionale cinese, costruito su una base di conoscenze di oltre 2.500 anni di pratica.

Questo metodo infatti affonda le sue profonde radici nell’antico modello taoista  dell’equilibrio dinamico tra gli elementi naturali dell’Uomo in relazione all’Ambiente, intendendo la persona come un’unità integrata di corpo ed energia, emozione, pensiero, spiritualità.

I “progenitori”storici dello Shiatsu sono dunque quelle antiche forme di massaggio e di trattamento riequilibrante tradizionali dell’Estremo Oriente, come l’Am-ma, la Mo-xa, il  la Tui-na sebbene la forma attuale di questa pratica si debba principalmente all’elaborazione accurata di alcuni maestri giapponesi moderni ( vissuti nel xx secolo) come Shizuto Masunaga, Tokuijro Namikoshi e altri celebri operatori che dedicarono la loro vita a quest’arte curativo-preventiva per il benessere della persona. Per usare una terminologia più tecnica, lo Shiatsu è’ un trattamento olistico di tipo energetico-vibrazionale, che (inter-)agisce a livello psico-somatico, anche se diversi operatori preferiscono usare la formula “somato-psichico”, dato che l’azione in realtà parte dalla sfera corporeo-energetica, per poi investire gli altri livelli, e non viceversa. Considerato invece nel suo insieme, come un iter di riequilibrio e consapevolezza corporei (al di là della singola sessione) , lo Shiatsu può essere ben definito un percorso olistico-evolutivo.

Che cosa vuol dire esattamente ? Innanzitutto, lo Shiatsu è un metodo olistico nel senso che, in accordo con la concezione tradizionale orientale (oggi integrata anche in Occidente attraverso gli approcci psicosomatici), tende a considerare la dinamiche fisiologiche interne della persona come altamente correlate tra loro e facenti parte di una circolarità coerente e unitaria di informazioni e di energia: l’approccio olistico preferisce allra focalizzarsi  proprio sulle relazioni interne tra le parti (anche dette “polarità”)  piuttosto che  sulle singole “parti” – siano esse aree o fenomeni – in senso isolato: per esempio, si può lavorare sul riequilibrio dello stomaco senza andare a toccare la pancia, e in alcuni casi nemmeno il meridiano energetico di stomaco.

Ancora, diciamo che lo Shiatsu lavora sul piano energetico perchè è basato sull’ascolto, la gestione, il movimento consapevole del cosiddetto Qi, essendo questa discplina orientata al suo riequilibrio e ed una sua migliore circolazione interna.

Il Qi è nozione questa tradizionalmente orientale e solo di recente integrata in Occidente dai principali’ aproccio olistiico: semplificando, il Qi viene tradotto come energia o energia vitale, anche se una traduzione forse più precisa è “soffi”, inteso appunto come soffi vitali, l’energia che entra in noi con il respiro e al contempo la dimensione animica degli esseri viventi, l’intelligenza sottile della vita che anima la materia. Il Qi è una nozione fondamentale nelle principali arti marziali orientali interne, ma non solo (certamente il lavoro sul Qi è centrale anche nella pratica del Tai Chi, che incontreremo nel prossimo paragrafo ) .

Consideriamo lo Shiatsu un tipico lavoro energetico perché l’operatore non agisce tanto sul corpo del ricevente quanto attraverso di esso, per contattare e dialogare con il suo sistema energetico, appunto: il trattamento Shiatsu in questo senso può essere inteso soprattutto un profondo scambio di informazioni, di comunicazioni sottili verso il riequilibrio e il benessere, attraverso il linguaggio energetico-vibrazionale, ciò che il nostro corpo conosce dalla nascita.

Le stesse dinamiche fisiologiche si esprimono all’operatore in relazione alla sfera non solo fisica ma anche emozionale,  psicologica e relazionale di chi riceve. Gli aspetti comunicativi verbali e sopratutto non verbali, empatici, sono dunque molto importanti.

La pratica Shiatsu parte sempre  dall’elemento dell’ascolto e intende sempre il contatto come una forma di comunicazione energetica profonda tra operatore e ricevente: lo Shiatsu non “agisce su” ma “interagisce con” la Persona che riceve il trattamento, accompagnandola dolcemente verso un percorso di auto-guarigione interna in tutti i casi in cui ciò sia possibile.

Coerentemente con questa visione, lo Shiatsu non punterà allora alla “guarigione della malattia” (che nello Shiatsu viene chiamata “Disequilibrio”) quanto al ripristino di uno stato di benessere globale della Persona

Concludendo, lo Shiatsu  è un trattamento olistico-energetico e al contempo un percorso evolutivo, proprio perché non opera in modo fisico-meccanico a livello dei tessuti corporei (muscoli, articolazioni ecc.), bensì a livello più sottile  attraverso l’ascolto dei meridiani energetici e degli stati psico-somatici ad essi sottesi, attraverso un canale empatico che avvicina progressivamente il ricevente verso un campo di auto-riequilibrio e armonizzazione, procurando quasi sempre già durante la sessione stessa un profondo e permeante senso di benessere.

Per ottenere questi risultati lo Shiatsu si avvale di una precisa tecnica pressoria, la cui azione come abbiamo visto è di tipo vibrazionale e non principalmente “meccanico”, ovvero essa non è finalizzata al lavoro diretto sui tessuti: l’operatore, anche detto shiatsuke , si avvale dunque  una serie di palmo-pressioni e digito-pressioni in successione lungo i punti di un’ampia mappatura, di stiramenti accompagnati e leve, manovre di ginnastica passiva e lievi frizioni progressive. Ad eccezione degli stiramenti (che sono in pratica degli allungamenti/stretching), tutte le manovre che l’operatore compie vanno a tradursi in delle precise pressioni (sui meridiani e gli agopunti energetici) che sono caratterizzate da alcune qualità specifiche, ovvero: esse devono essere verticali, ovvero perpendicolari all’area trattata,  progressive (ovvero sincrone al respiro, dell’operatore o talvolta di entrambi) e sostenenti (ovvero adiuvate dalla presenza della seconda mano dell’operatore, che gioca un ruolo apparentemente passivo – di puro ascolto – contribuendo a creare una “circolarità” del contatto)

Come abbiamo già accennato, l’operatore non agisce in modo “locale” sul tipo di tessuto trattato (per esempio un articolazione) bensì in modo a-locale e in parte riflesso, con lo scopo di ascoltare e comunicare delle informazioni energetiche all’organismo, sbloccare delle resistenze di tipo psico-somatico, lasciar emergere (spontaneamente) alcuni stati d’animo e infine permettere al ricevente di vivere un’esperienza di pieno abbandono, in cui sentirsi supportato. La persona trattata a sua volta non subisce passivamente il trattamento, ma interagisce proprio attraverso il progressivo rilascio degli strati più profondi dei propri blocchi,  in quella “circolarità Operatore-Ricevente” che è proprio una delle qualità caratteristiche del trattamento Shiatsu.

Lo Shiatsu è una pratica altamente igienica e non invasiva: si riceve generalmente da vestiti  (o con una tuta leggera oppure in maglietta e pantaloncini corti, come ci si sente più a proprio agio) e non richiede l’utilizzo necessario di olii o unguenti.

Ad eccezione di alcuni specifici casi clinici, non esistono particolari limitazioni alla possibilità di ricevere un trattamento Shiatsu: è particolarmente indicato per la donna in gravidanza, per l’anziano con difficoltà motoria, per il bambino.

Lo Shiatsu ha un’ azione preventiva e riarmonizzante riconosciuta sia a livello di benessere globale della persona, sia per migliorare diversi aspetti specifici, per lo più legati di origine psico-somatica (quando questi non hanno raggiunto una fase cronica avanzata), in particolare per: difficoltà nel rapporto sonno-veglia (inclusa l’insonnia) , problemi a livello digestivo e intestinale (non di origine virale) , cervicalgie e in generale mal di schiena/collo e rigidità motorie di origine posturale, stanchezza mentale, spossatezza, scarsa concentrazione, depressione, ansia e gestione delle emozioni in genere. In generale, è molto apprezzato dello Shiatsu anche l’effetto rilassante, che normalmente si estende anche dopo il trattamento stesso, armonizzando il corpo e la mente e frendo maggiore stabilità interiore, serenità, vitalità e piacere di vivere.

Nella mia esperienza personale, aggiungerei che lo Shiatsu (inteso come percorso) ha aiutato molti dei miei riceventi a prendere decisioni importanti: aiutando il ricevente a “ritornare dalla testa al corpo”, permettiamo a molte energie “intrappolate” di riprendere a fluire e in questo modo permettiamo anche agli eventi di “accadere”, alle relazioni di manifestarsi, alle scelte di compiersi.

Aggiungerei che la pratica dello Shiatsu è riequilibrante anche l’operatore, che per praticare bene è tenuto a entrare in uno spazio di ascolto meditativo e movimento energetico, che porta giovamento.

Il trattamento Shiatsu è consigliato soprattutto a chi intende interpretare i propri disturbi fisici e psico-somatici in modo più attivo e consapevole, cogliendoli come un’opportunità per una maggiore presa di coscienza nel rapporto con sé stessi, con il proprio corpo, con l’ambiente esterno e con gli altri.

Insomma, lo Shiatsu vanta effetti  profondi e sorprendenti non solo sulla sfera fisiologica ma anche emozionale-energetica e in generale sul piano della vitalità del ricevente: praticato metodicamente, risulta altamente preventivo, armonizzante e tonificante. Infine… Ogni seduta di Shiatsu è estremamente piacevole e rilassante!

Ricerche scientifiche: da quanto emerge nelle ricerche scientifiche effettuate dall’Associazione Culturale O’Vega (vedasi articoli pubblicati o riportati nel nostro Blog “Con Sè”), si evince un discreto aumento immediato delle endorfine (che aiuterebbero a contrastare il dolore fisico) già durante le sessioni stesse, ed è più che lecito ipotizzare un significativo aumento dell’ossitocina come correlato epistemico ormonale del “senso di circolarità empatica, supporto e cura tra operatore e ricevente” che abbiamo descritto sopra e che è testimoniato da quasi tutti i praticanti Shiatsu, siano essi operatori o riceventi.

Di origine giapponese, lo Shiatsu unisce filosofia e pratica in una sintesi altamente efficace e affascinante, di elaborazione relativamente recente (codificato nella sua forma attuale nel XX sec.), benché fondato sul background teorico della medicina tradizionale cinese, costruito su una base di conoscenze di oltre 2.500 anni di pratica.

Questo metodo infatti affonda le sue profonde radici nell’antico modello taoista  dell’equilibrio dinamico tra gli elementi naturali dell’Uomo in relazione all’Ambiente, intendendo la persona come un’unità integrata di corpo ed energia, emozione, pensiero, spiritualità.

I “progenitori”storici dello Shiatsu sono dunque quelle antiche forme di massaggio e di trattamento riequilibrante tradizionali dell’Estremo Oriente, come l’Am-ma, la Mo-xa, il  la Tui-na sebbene la forma attuale di questa pratica si debba principalmente all’elaborazione accurata di alcuni maestri giapponesi moderni ( vissuti nel xx secolo) come Shizuto Masunaga, Tokuijro Namikoshi e altri celebri operatori che dedicarono la loro vita a quest’arte curativo-preventiva per il benessere della persona. Per usare una terminologia più tecnica, lo Shiatsu è’ un trattamento olistico di tipo energetico-vibrazionale, che (inter-)agisce a livello psico-somatico, anche se diversi operatori preferiscono usare la formula “somato-psichico”, dato che l’azione in realtà parte dalla sfera corporeo-energetica, per poi investire gli altri livelli, e non viceversa. Considerato invece nel suo insieme, come un iter di riequilibrio e consapevolezza corporei (al di là della singola sessione) , lo Shiatsu può essere ben definito un percorso olistico-evolutivo.

Che cosa vuol dire esattamente ? Innanzitutto, lo Shiatsu è un metodo olistico nel senso che, in accordo con la concezione tradizionale orientale (oggi integrata anche in Occidente attraverso gli approcci psicosomatici), tende a considerare la dinamiche fisiologiche interne della persona come altamente correlate tra loro e facenti parte di una circolarità coerente e unitaria di informazioni e di energia: l’approccio olistico preferisce allra focalizzarsi  proprio sulle relazioni interne tra le parti (anche dette “polarità”)  piuttosto che  sulle singole “parti” – siano esse aree o fenomeni – in senso isolato: per esempio, si può lavorare sul riequilibrio dello stomaco senza andare a toccare la pancia, e in alcuni casi nemmeno il meridiano energetico di stomaco.

Ancora, diciamo che lo Shiatsu lavora sul piano energetico perchè è basato sull’ascolto, la gestione, il movimento consapevole del cosiddetto Qi, essendo questa discplina orientata al suo riequilibrio e ed una sua migliore circolazione interna.

Il Qi è nozione questa tradizionalmente orientale e solo di recente integrata in Occidente dai principali’ aproccio olistiico: semplificando, il Qi viene tradotto come energia o energia vitale, anche se una traduzione forse più precisa è “soffi”, inteso appunto come soffi vitali, l’energia che entra in noi con il respiro e al contempo la dimensione animica degli esseri viventi, l’intelligenza sottile della vita che anima la materia. Il Qi è una nozione fondamentale nelle principali arti marziali orientali interne, ma non solo (certamente il lavoro sul Qi è centrale anche nella pratica del Tai Chi, che incontreremo nel prossimo paragrafo ) .

Consideriamo lo Shiatsu un tipico lavoro energetico perché l’operatore non agisce tanto sul corpo del ricevente quanto attraverso di esso, per contattare e dialogare con il suo sistema energetico, appunto: il trattamento Shiatsu in questo senso può essere inteso soprattutto un profondo scambio di informazioni, di comunicazioni sottili verso il riequilibrio e il benessere, attraverso il linguaggio energetico-vibrazionale, ciò che il nostro corpo conosce dalla nascita.

Le stesse dinamiche fisiologiche si esprimono all’operatore in relazione alla sfera non solo fisica ma anche emozionale,  psicologica e relazionale di chi riceve. Gli aspetti comunicativi verbali e sopratutto non verbali, empatici, sono dunque molto importanti.

La pratica Shiatsu parte sempre  dall’elemento dell’ascolto e intende sempre il contatto come una forma di comunicazione energetica profonda tra operatore e ricevente: lo Shiatsu non “agisce su” ma “interagisce con” la Persona che riceve il trattamento, accompagnandola dolcemente verso un percorso di auto-guarigione interna in tutti i casi in cui ciò sia possibile.

Coerentemente con questa visione, lo Shiatsu non punterà allora alla “guarigione della malattia” (che nello Shiatsu viene chiamata “Disequilibrio”) quanto al ripristino di uno stato di benessere globale della Persona

Concludendo, lo Shiatsu  è un trattamento olistico-energetico e al contempo un percorso evolutivo, proprio perché non opera in modo fisico-meccanico a livello dei tessuti corporei (muscoli, articolazioni ecc.), bensì a livello più sottile  attraverso l’ascolto dei meridiani energetici e degli stati psico-somatici ad essi sottesi, attraverso un canale empatico che avvicina progressivamente il ricevente verso un campo di auto-riequilibrio e armonizzazione, procurando quasi sempre già durante la sessione stessa un profondo e permeante senso di benessere.